Esce a Novembre il XVI titolo della collana Il fiore del deserto: Stati della materia di Martino Bosco.

L’Opera
Stati della materia di Martino Bosco è poema che procede per opposti, dal poroso al duro, come a dire: coscienza del vivo e del morto oppure del transitabile e dell’intransitabile. Un’operazione autoptica trasfigurata in poesia che fa del residuo, del rimasuglio, una reliquia, in quel che appare come atto negato o epos capovolto, nella bilancia che tiene in equilibrio violenza e consapevolezza: la prima riguarda un’inesplicabile forza ineluttabile e anche biologica, che comporta il riconoscimento destinale della morte; la seconda l’essere illeso e primordiale, l’accettazione empirica di una evidenza a posteriori, che è spesso propria del superstite.
I versi di Bosco dispiegano un’ossessione profetica, seppur senza redenzione; l’osservazione del mondo senza reticenza, che arriva fino all’esperienza del corpo. Qui il corpo è terreno di guerra: è lo stato ancestrale che origina ogni cosa, il passo inviolabile dove ogni cosa termina. Il corpo è lo stato della materia.
L’Autore
Martino Bosco (Torino, 1967) è medico e ha collaborato a ricerca e sviluppo di applicativi di AI per la diagnostica in patologia. Ha esposto in alcune collettive opere in cui viene analizzato il rapporto tra casualità, psicologia archetipica e produzione artistica attraverso l’uso di tecnologie digitali.
Ha esordito nel 2023 per Fallone Editore con la raccolta di racconti Il pasto del dio.
Stati della materia è la sua prima opera poetica.