Esce ad Aprile 2026, nella collana Il fiore del deserto, Piani di migrazioni instabili di Vincenzo Di Giulio.

Piani di migrazioni instabili di Vincenzo Di Giulio è un poema-mondo, ambizioso e possente, il cui centro perennemente spostato è l’interrogazione esistenziale che si pone davanti all’enigma dell’Essere. Pregna di complessità metaforiche e preziosismi lessicali, questa silloge opera una incessante trasformazione del piano semiotico, fino allo sbranamento del linguaggio ma sempre sfuggendo all’entropia.
Un uomo, o forse un’umanità, si muove in un cosmo magmatico ed esteso che riassume la pluralità contraddittoria di un’Era: antropologie, sociologie, visioni del mondo, conflitti e le molte cose fisiche e trasfigurate dal poeta. Pur nella sua vastità, l’opera si regge come un thriller poetico, come un canto unico alla ricerca metafisica della verità.
Vincenzo Di Giulio, nato a Taranto nel 1968, laureato in Ingegneria Elettronica, vive a Roma, dove lavora come quadro dell’area tecnica di nota società di telecomunicazioni. Con la sua silloge di esordio Il Nero e il Sole (LCE, 2021) è risultato vincitore dei premi Letteratura Italiana Contemporanea e I Colori delle Parole e ha ottenuto altri riconoscimenti letterari (nei premi Mario Luzi, Don Luigi Di Liegro, Leggiadramente, Penna d’Autore). La sua seconda silloge Anima Mundi (Puntoacapo, 2022) è stata insignita del Premio Internazionale Lago Gerundo ed è stata premiata in diversi concorsi letterari (Mario Luzi, Metropoli di Torino, I Murazzi, Bologna in Lettere, Alberoandronico, Lorenzo Montano, L’Arte in Versi, Versante Ripido, Michelangelo Buonarroti). Con l’opera in prosa poetica Piani di migrazioni instabili ha ottenuto segnalazioni di merito nei premi per inediti Mario Luzi, Alberoandronico, Città di Grottammare, Elio Pagliarani.