
Per la rubrica Il salotto dell’altro mondo incontriamo June Scialpi, autrice talentuosissima, che ha pubblicato con noi nel 2022 Il Golem. L’interruzione (Premio Flaiano Under 35), un poema composito e complesso che riesce a risignificare lingua e corpo, l’eccedenza impraticabile dalla parola ordinaria
Cos’è per te la letteratura?
Sarebbe quasi osceno cercare di raccontare cos’è per me la letteratura, proprio perché mi accompagna da sempre e da sempre è oggetto di costante mutamento. Ma osceno è una parola che mi piace, e quindi potrei dire, riassumendo, che la letteratura è stata il luogo della coscienza, ma anche quello della radicalizzazione. Un rifugio e poi un luogo aperto e senza riparo. È stata la radicalizzazione, ma anche la validazione e al contempo la smentita di certi aspetti del sé.
Un raccoglimento prima dell’azione, la scoperta del politico.
A oggi, mi pare che il modo migliore che ho per descriverla sia dicendo che la letteratura, per me, è il luogo del conflitto del linguaggio, dove questo conflitto può essere abitato e attraversato in ogni sua tensione e contraddizione. Un luogo dove non pacificarsi mai.
Qual è il tuo rapporto con la scrittura?
Esattamente come ho detto sopra, un rapporto non risolto, una convivenza in costante ricerca di nuove configurazioni e possibilità. Ma anche, stranamente, un rapporto che sa essere all’occorrenza progettuale e di messa a disposizione. Sono una scrittrice caotica, perciò a volte il rapporto è frustrante, come penso sia per molte persone che scrivono. Ma non lo definirei mai secondo parole troppo enfatiche e astratte. La scrittura è una cosa molto incarnata per me, un’idea materialista che si appoggia al linguaggio, se ne serve e lo trasforma creando possibilità ulteriori rispetto alle norme. Ha a che vedere con i mezzi e le facoltà di ognuno, e questa non è una cosa da dimenticare.
Tre libri che hanno segnato il tuo percorso?
The Undying di Anne Boyer
Tutto il teatro di Sarah Kane
Sporco week-end di Helen Zahavi
Tra libri che raccontano di esistenza e delle politiche che reggono e regolano l’esistenza. Di amore, malattia, identità, lavoro.
Cosa rappresenta Il Golem per te?
È un libro che mi ha dato e continua a darmi tanto. A oggi posso dire di essere felice di averlo scritto e pubblicato, che penso non sia una cosa scontata.
Tre poesie da Il Golem particolarmente significative per te?
(dialogo muto sul significato delle cose)
i giorni a incandescenza ci offrono bagliori rari.
torniamo a casa. allontaniamo le grida nel palazzo
blindando la porta; intarsiamo un argomento
nuovo: è vero. non ci sono molte cose altre su
cui discutere (posti dove andare): non resta che
decidere: mi fai di contingenza o mi rinchiudi
al referente che mi indica.
resta di affidarci al senso del segno.
*
le ore alte passano così come l’ombra
a volte una lama le taglia
perché nella stanza se entra luce
lui inorridisce; ma sono solo
le sirene in autostrada:
a singhiozzi i lampi intermittenti
ti illuminano la faccia: non gli sei
stato mai così riconoscibile come
ora che hai il volto mostruoso del
deforme
*
ci squamiamo tutta la notte come pelle
amputata; se di scatto si alza lascia lì la
voragine: ascolta:
lo sente risalire piano
e quando esce: sangue marrone
come cosa che non si lava
lui è fatto di fango: noi con lui;
ora che noi siamo loro –mi dici
siamo immortali (i mostri non
muoiono)
June Scialpi (1998) ha pubblicato il libro Il Golem. L’interruzione (Fallone Editore, 2022) con il quale ha vinto il Premio Flaiano Poesia Under 35 e le plaquette Condotta del simbionte (La Collana Isola, 2023) illustrata da Majid Bita e in mezzo ai giorni (i) dati (Zacinto/Biblion, 2024). Alcuni suoi racconti sono apparsi su Spore Rivista, Mandos, L’Altrosessuale e nell’antologia Stasera faremo cadere il cielo (Zona42, 2024). Si interessa di studi queer e transfemminismo. Collabora con diverse realtà online. È co-autrice del saggio La promessa della luna. Genealogie di Sailor Moon (Moscabianca Edizioni, 2025). Ha tradotto Indumenti contro le donne di Anne Boyer (Tic, 2025). Il suo ultimo libro è Retriever (Tic, 2025).