Lunedì 23 Marzo 2026 – Il Prete Gianni e la performatività del mito di Alessio Caliandro su Ammazzacaffè

Tutti noi sembriamo riconoscere la differenza tra finzione e realtà, ma quando ci troviamo di fronte ai miti che hanno segnato – e ampiamente influenzato – la nostra storia e cultura, questo divario non appare più così evidente. Quando si può definire un mito “veritiero”? E definirlo tale, cosa vuole significare di preciso?

Per trovare le risposte dietro a queste domande partiamo da un estratto dal libro protagonista di questa recensione. Per darvi un po’ di contesto: l’opera seguente tratta l’emblematico mitologema del “Prete Gianni”, il presbitero che incantò l’intera Europa cristiano-medievale.

“La tesi di fondo è che il leggendario re-sacerdote possa essere colto solo nei suoi riflessi, nelle sue epifanie, nella materia magmatica delle sue interpretazioni e che il senso profondo del Prete Gianni viva proprio nella estrema funzionalità del suo mito nel rispondere alle esigenze storico-culturali che lo hanno prodotto.”

Questo passo de “Il Prete Gianni e la performatività del mito” di Alessio Caliandro riesce a delineare la questione sostanziale che si aggira intorno a molti dei miti della nostra storia e, nello specifico, a quello del mistico presbitero cristiano-orientale.

 

Il saggio

Il Prete Gianni e la performatività del mito” è un saggio storico pubblicato il 25 marzo 2022 da Fallone Editore.

L’opera fa parte della collana “L’asino d’oro” e si posiziona come la terza della raccolta. Il suo autore, Alessio Caliandro (Martina Franca, 1977), si è laureato in Filosofia e in Studi storico-religiosi, specializzandosi in Logoanalisi Esistenziale. Vive a Roma, dove insegna Storia e Filosofia.

“Il Prete Gianni e la performatività del mito” non si limita a essere un semplice saggio storico, ma si configura come una riflessione decisamente più ampia. Oltre a essere una capillare ricostruzione storico-documentaristica sulla figura leggendaria del Prete Gianni (fondata sul concetto della performatività), il saggio si rivela una ricerca pregna di influenze e riflessioni di natura teologica, escatologica, geo-politica ma anche filosofica. L’autore si servirà infatti di queste nozioni per indagare a fondo l’intricato mitologema del presbitero.

Nei primi capitoli veniamo a conoscenza della lettera che diede origine al mito. La missiva – in cui il Prete Gianni s’introduce e decanta la bellezza e prosperità del proprio regno, offrendo sostegno militare contro gli infedeli – arrivò presso la corte dell’imperatore bizantino Manuel Comneno, per poi giungere a Federico I (Barbarossa) e Papa Alessandro III. Grazie anche all’aiuto di un’analisi contestuale della lettera, Caliandro riesce a fornirci i primi dettagli fondamentali per iniziare a interrogarci sul mito e, più che sulla sua veridicità, sulla sua funzione.

A seguire, nel saggio è presente uno studio panoramico delle plurime versioni della lettera, passando in rassegna la traduzione latina, l’anglo-romana e l’antico-francese. L’autore non si limita a parlarci del mito basandosi sulle informazioni preliminari, ma coglie spunti di riflessione conoscendo l’ambiente sociale-culturale dell’epoca per donarci una chiara lettura contestuale.

Partendo dalla descrizione geografica del regno, poi, iniziamo anche a informarci sulle primordiali – e non solo – ricerche del re-sacerdote, avendo come base dei minuziosi approfondimenti sulla letteratura di viaggio dell’epoca.

Il punto focale di quest’opera rimane la performatività, e questo è chiaro fin da subito. I vari processi di ricerca, di venerazione e talvolta anche di demitizzazione portarono tutti allo stesso esito. La nascita di una nuova realtà. Una realtà nata da un mito.

In conclusione, Caliandro ci offre una visione alternativa del mitologema stesso, sostenuta da argomentazioni filosofiche sulla performatività – riferendosi alla teoria dei giochi linguistici di Wittgenstein e alle riflessioni sul linguaggio di Austin – permettendoci così di cogliere probabilmente, il vero significato della figura del presbitero.

 

A chi si consiglia?

Non si mette in dubbio che sia un’ardua lettura, ma questo libro è consigliabile a chiunque, o perlomeno a tutti coloro interessati ad approfondire (e/o forse svelare) i miti e misteri della nostra storia.

Quest’opera ha di fatto una duplice natura: quella accademica (del saggio storico) e quella divulgativa, caratteristica che la rende accessibile a tutti i curiosi!

Flaminia De Marco

 

“Il Prete Gianni e la performatività del mito” – Recensione

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