Anteprima editoriale – Il sentimento dei luoghi di Carla Saracino e Vito Teti

Esce nel Maggio del 2026 il primo titolo sotto la direzione di Mattia Tarantino della collana I Labirinti Concentrici: Il sentimento dei luoghi di Carla Saracino e Vito Teti.

 

 

Il sentimento dei luoghi di Carla Saracino e Vito Teti è un piccolo saggio che attraversa il Sud con lo sguardo della poesia, superando anche le nozioni geografiche e tassonomiche per addentrarsi nello spirito dei paesaggi descritti, nel minimalismo dei dettagli, nella storia e nelle storie che si depositano sui selciati.

«Nella prima parte, il viaggio inizia in Calabria, una terra antica che custodisce le forre della ferita, gli spazi ampi e parimenti i confini della Storia, le agitazioni di quanto ancora sopravvive, respira, reclama presenza. Tra paesi svuotati, case crepate dal tempo e piazze dove il silenzio ha preso il posto delle voci, la Calabria rivela un volto duplice: quello dell’abbandono e quello della resistenza. […] La seconda parte si sposta lungo la litoranea ionica salentina, dove l’abbandono assume un’altra forma: quella dell’assenza stagionale. Qui le case respirano solo d’inverno, quando il mare torna ai suoi flutti opachi e la sabbia non è più calpestata. La quiete che le avvolge è diversa, fatta di ritorni e sospensioni, di un equilibrio precario tra il pieno e il vuoto. Nelle stanze che si riaccendono per pochi mesi all’anno, tra muri che conservano il profumo della salsedine e i segni del tempo, si intreccia un’altra domanda sul senso dell’abitare: è la presenza a dare valore a un luogo, o piuttosto la memoria che vi lasciamo?».

 

Carla Saracino, poetessa e autrice di narrativa per l’infanzia, dal 2018 al 2025 ha diretto la rivista digitale Monolith. Insieme ad Antonio Prete ha curato il libro Dal tempo qui raccolto, edito da Fallone nel 2024. In poesia ha pubblicato: I milioni di luoghi, Il chiarore, Quest’ora dell’estate. Nel 2023, in Grecia, per le Edizioni Ενύπνιο è uscita una scelta di suoi testi Ο χρόνος και το φέγγος, a cura di Maria Fragkouli.

Vito Teti, già ordinario di Antropologia Culturale presso l’Università della Calabria, si è di occupato storia e antropologia dell’alimentazione, del motivo della melanconia e della nostalgia, dell’antropologia dell’abbandono, dello spopolamento e della rigenerazione dei luoghi. È autore di reportage fotografici, documentari etnografici, racconti e narrazioni in cui intreccia etnografia, storia, autobiografia e memoria orale. Dobbiamo a lui il neologismo “restanza” nella sua accezione contemporanea (Pietre di pane, Quodlibet, 2011; La restanza, Einaudi, 2022; Il risveglio del drago. Cavallerizzo: un paese mondo, tra abbandono e ricostruzione, Donzelli, 2024).

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