Il salotto dell’altro mondo – Incontro con Vincenzo Cocivera

Il salotto dell'altro mondo

Per la rubrica Il salotto dell’altro mondo incontriamo Vincenzo Cocivera, filosofo, bioeticista e autore in prosa e poesia legato alla complessità, semantica e strutturale, che ha pubblicato con noi nel 2026 Treno 3367, un romanzo straniante poiché disgiunto dalla nozione di temporalità, che affronta la “coscienza incarnata” del mondo alla ricerca della Bellezza

 

 

Cos’è per te la letteratura?

Una questione di vita o di morte. Non “raccontare una storia”, bensì costruire un campo di senso.

 

 

Qual è il tuo rapporto con la scrittura?

Il mio rapporto con la scrittura è figlio della tensione che figurerò nella risposta all’ultima domanda: è il miracolo dell’immaginazione ed è l’insensatezza della vita quotidiana.

È entrambe – una contro l’altra –, e il termine “miracolo” non è affatto casuale. Per diversi determinismi religiosi, il miracolo era tutto fuorché un atto da ricondurre al divino, poiché Deus sive natura e, pertanto, ogni variazione sul tema era invisa alla perfettissima processualità del dio.

Il miracolo, come ben arguito anche da Schopenhauer, era dunque un’irruzione da ascrivere al velleitarismo dei mistici, degli ingenui, degli illusi più che agli indefettibili meccanismi dell’architetto cosmico.

Rincarando questa sana dose di idealismo rivoluzionario, ecco cos’è per me la scrittura: è una frizione, una deviazione, un’anomalia.

È la metafisica dell’immaginazione ed è la religione civile della resistenza.

 

 

Tre libri che hanno segnato il tuo percorso?

Ecce homo

Delitto e castigo

Lettere dal carcere (di Antonio Gramsci)

 

 

Cosa rappresenta TRENO 3367 per te?

Per me, nello specifico, rappresenta un salto nel vuoto. Come tutte le religioni, del resto.

È, nondimeno, il tentativo di riformare l’arte narrativa per mezzo di un’inattuale fenomenologia della coscienza incarnata. Che cosa ciò significhi è materia di studio per i critici più che per i lavoranti.

Treno 3367 non è che l’ininterrotto sanguinamento della parola-carne: stille infuocate su corpi freddati, esanimati dalla psicologia ombelicale, dall’autofiction minimalista, dall’ostentata, ipotesa intonazione a un presente posticcio.

 

 

 

Un passaggio da TRENO 3367 particolarmente significativo per te?

Lei, Onorevole Togliatti, ha fede nel miracolo dell’immaginazione? E nell’insensatezza della fatica quotidiana?

Mi figuro una politica che sia “universale e concreta”, come avrebbe detto il compagno inconsapevole Hegel: i piedi in acqua, le mani nella terra e gli occhi al cielo. Un anfibio? Più che un anfibio: piedi palmati, pupille lincee, ali da gigante. Ha mai letto Baudelaire?

No, non sono un poeta e questo non è un saturnale.

Sono un politico, e lo sarò per il resto della mia esistenza.

Epperò, chi dice che un politico non possa avere in sé un che di poetico?

Metà riccio e metà gabbiano. Metà piuma e metà martello.

Onorevole Togliatti, mi permetta di essere dalla parte delle donne, dei giovani, dei lavoratori. Mi permetta di essere me stesso! Di unirmi a lei, a voi, a noi!

L’assalto al cielo è una questione morale: un affare da chimere a tre teste, da animali dei tre mondi, più semplicemente da uomini.

 

Ho fatto una scelta di vita…

 

 

Vincenzo Cocivera (Messina, 18 settembre 1994) è docente, filosofo, bioeticista e scrittore.

Vive a Milano dove, oltre all’impegno nella ricerca e nell’attività creativa, collabora con diverse testate e riviste. È inoltre parte della direzione del noto magazine DesignTellers, di cui è anche editorialista e per il quale ha dato vita a un’originale rubrica in cui combina filosofia, estetica, architettura e riflessione sul design.

La sua vasta produzione, sia scientifica che editoriale, è tesa a dare voce all’interiorità individuale e collettiva, a indagare la condizione umana, la memoria e la crisi del contemporaneo, con l’impiego di uno stile lirico e simbolista, nel tentativo di “sfidare i limiti del linguaggio” per sondare l’esistenza, la politica, l’identità.

Candidato al Premio Strega Poesia 2024 con Diritto ad altre vite (Nulla die, 2023).

 

 

 

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