Esce a Ottobre 2026, nella collana L’asino d’oro, il testo di Sabina Spielrein, La distruzione come causa originaria della generazione, tradotto e introdotto da Eliana Forcignanò.

L’opera
Riproponiamo qui un saggio di Sabina Spielrein che, da tempo, non era reperibile in traduzione italiana: La distruzione come causa originaria della generazione. L’esigenza di una nuova traduzione di quest’opera nasce dall’interrogativo sull’apporto di Spielrein alla psicoanalisi, ma anche dall’importanza di restituire a un pubblico più vasto una visione più ampia di questa figura. Oggetto di ricerca non è in questo caso la love story, reale o presunta, fra l’autrice e Jung, che ha già ispirato registi del calibro di Faenza e Cronenberg, bensì la donna di scienza che ha esplorato la distruttività presente nella pulsione sessuale, riconoscendo per prima l’ambivalenza intrinseca al sentimento amoroso. La tesi che il saggio espone è che la sessualità sia accompagnata anche da affetti negativi quali angoscia e disgusto, che derivano dall’annichilimento di una parte di sé in favore di una fusione con l’oggetto d’amore. Articolata in due parti, l’opera ricerca conferma della complementarietà di morte e vita anche nella letteratura e nell’arte, attraverso un nutrito elenco di esempi tratti dalle fonti dell’epoca. Qual è l’originalità di Spielrein rispetto alla psicoanalisi del proprio tempo? E quanto il suo lavoro può esserci utile oggi? A queste domande lasciamo che ciascuno risponda leggendo l’opera di una donna che ha fatto della propria storia un imprescindibile snodo di evoluzione scientifica.
L’Autrice e la Traduttrice
Sabina Spielrein (Rostov sul Don, 1885-1942). Psicoanalista, già paziente di CG. Jung al Burghölzli, è nota al pubblico soprattutto per la rottura dei confini della relazione terapeutica con il proprio analista. Tuttavia, proprio a partire dalla sua ferita esistenziale, l’autrice ha sviluppato un potenziale creativo e scientifico che l’opera qui tradotta esprime nella forma più compiuta. Mai del tutto dimentica dell’innamoramento per colui che l’aveva aiutata a uscire dalle strettoie di una sindrome isteriforme e tormentata per tutta la sua breve esistenza, morirà con le sue figlie in Unione Sovietica, fucilata dai nazisti nella sinagoga di Rostov.
Eliana Forcignanò (Lecce, 1983). Psicologa ed esperta in ipnosi a orientamento ericksoniano, già laureata in Filosofia con il massimo dei voti e PhD in Scienze della mente e delle relazioni umane, ha dedicato più di un decennio allo studio del pensiero di CG. Jung e ha al suo attivo diverse pubblicazioni sulla psicologia complessa. Nella sua pratica clinica e nella scrittura tenta di coniugare la psicoanalisi relazionale con la psicologia analitica. Esercita la libera professione occupandosi di adulti, adolescenti e famiglie. Fra i saggi precedenti, pubblicati nella collana di psicologia Clueb fondata da R. Canestrari e diretta attualmente da A. Godino, Come sognava Jung (2019) e Le ali di Filemone (2022).