Mission

Della Forza e della Bellezza: della prassi antiretorica

Potrà sembrare inusuale, persino arrogante o antieconomico, presentare una casa editrice nascente saltando i convenevoli di rito, le frasi dovute da copisteria seriale di idee, le forme preconfezionate del politicamente corretto, del saper stare in società come si conviene, seppur ridefinite su modelli di socialità virtuale: potrà sembrare, e forse davvero lo è. Ma tant’è.

È che qui, ora, in questo Maggio del 2017, non si vuol solo presentare un’attività sottoposta alle leggi implacabili del mercato, un fare, un produrre: si vuol dare piuttosto un’idea della visione del mondo sottostante il fare; della direzione che lo sguardo assume, talvolta anacronistica; dei principi cardine, fondativi, che coincidono con la ricerca della Bellezza come motore immobile di ogni cosa, in un tempo senza Tempo che spesso dimentica le gerarchie valoriali di Forza e Bellezza; come a dire: in una società democraticamente meccanicista tutti possiamo e dobbiamo saper fare le stesse cose allo stesso modo. Tutti tayloristicamente uguali, dunque. Sicché stare in quello che si è – ontologicamente, diremmo, se non è osare troppo –, saper camminare col proprio passo, assecondando indugi e accelerazioni, è oggi il vero grande atto rivoluzionario.

Mi si dirà: cosa c’entra con una casa editrice – con libri, carte, idee, e ancora libri, parole, e narrazioni –, cosa? Forse nulla, ma forse tutto.

C’entra con lo stare in sé, e con la passione che muove le cose, le smuove, ci smuove, dalla staticità logorante dell’omologazione al pensiero altro, imposto senza possibilità di replica.

C’entra con la potenza creatrice della Bellezza, che è, non fa, e ci rimanda al bisogno ancestrale di contemplazione, ci ricorda la necessità che abbiamo di stare in uno spazio conchiuso a contemplare il Bello.

C’entra con l’affermazione antiretorica di un’affettività radicata, contro ogni sentimentalismo effimero da innamorati al tramonto, giacché non c’è Arte senza Bellezza, senza forza creatrice che, quasi miracolosamente, le dia spirito e forma; ché il prodotto artistico ha vita in sé.

C’entra con il talento, che è, non fa, è dono divino e non si può improvvisare: è l’apoteosi dell’antidemocrazia nella serialità valoriale.

C’entra col fatto che senza passione, affettività, bellezza, talento: non può esserci Arte, ma solo produzione.

La Fallone Editore nasce con auspici di Grandezza: in cerca di Grandezza e di autori che racchiudano quella scintilla creatrice che è il talento.

Della contingenza – e della crisi economica, in particolar modo della crisi editoriale italiana, delle aziende che chiudono o licenziano, della carenza di lettori e di ogni sventura che i mass media informativi ci ricordano quotidianamente – preferiamo non occuparci ora: pur conoscendola, pur avendone contezza, decidiamo di stare oltre il mero dato eventuale: consapevoli della difficoltà dell’impresa, decidiamo di stare nella Bellezza delle forme compiute in sé.

Progetto editoriale