Lunedì 18 Novembre 2019 – Recensione di Raffaele Polo a Drammaturgia degli invissuti di Giuseppe Cristaldi e Oliviero Malaspina su leccecronaca.it

Ritroviamo Giuseppe Cristaldi (nella foto di copertina) dopo il suo ‘Macelleria Equitalia’, edito a suo tempo da Lupo; allora ci fu un consulto per decidere l’opportunità di una pubblicazione con tale titolo, in tempi nei quali Equitalia era lo spauracchio di ogni contribuente. Adesso, hanno cambiato la denominazione, e il problema è stato risolto….
Dell’autore, nativo di Parabita, ci colpirono soprattutto le scelte lessicali e il procedere della narrazione, in un misto di pathos e linguaggio familiare, si adombrava l’atmosfera delle tragedie greche, mescolate alla sceneggiata napoletana…
Adesso, in coppia con Oliviero Malaspina (nella foto sopra), lombardo di Vallechiara di Menconico, ci deliziamo con questo ‘Drammaturgia degli invissuti’, edito da Fallone Editore (euro 15) con bella copertina di Paolo Guido nella collana ‘ Gli Specchi Mercuriali’.
È un libro affascinante e difficile, lontano dalle tradizionali strutture narrative, ma di grande impatto: mescola afflati romantici e nostalgici con invettive naturalistiche, riuscendo nell’intento portante di tutta la narrazione, ovvero la constatazione sulla impossibilità del vivere, che viene sviluppata in diciotto sezioni, come in una sorta di ‘Commedia’ attualizzata. Ogni sezione è composta da due testi: quello di Malaspina, contraddistinto dal carattere in corsivo, e l’altro di Cristaldi. Gli autori vogliono dare voce a chi non ne ha, facendo emergere contraddizioni e nonsense della vita quotidiana e utilizzando una scrittura a dir poco coinvolgente.
Esempio per Cristadi: “Casa mia stava ai piedi della collina prima di Torre Mozza, uscivi dal curraturo e ti vedevi le nicchie bianche. In cima c’avevano una croce di pittura scura. Belle erano e non ti veniva di pensare che contenessero le stazioni del Calvario dove Gesù aveva ttuppato ed era caduto. A me ricordavano le case dei tordi, giuraddio, una specie di comproprietà della serra dalla quale, se c’avevi gli occhi buoni, potevi vedere la Calabria e tutta la ‘Ndrangheta. E quindi il golfo e la testa azzurra dello Jonio consegnata friscafrisca dalle mani del Mediterraneo.”
Ed ecco la prosa/poesia di Malaspina: “Copriti, chè l’inverno non lo ha mai mangiato neanche il lupo./ Lo hai imparato. Il prezzo dell’inverno da pagare./La rude poesia delle lingue mozzate che si scannano per un’auto guidata da una bocca pelosa./Hai imparato veloce, che già di molti eri stata, madre figlia sorella, puttana comunque.”
Come sintetizza Omar Di Monopoli, “… Cristaldi e Malaspina compiono il miracolo, regalando ai lettori squarci d’indicibile e struggente malinconia attraverso parole antiche e innovative all’un tempo. Parole cariche di una bellezza sofferta, e mai doma”.
Da segnalare, infine, la intrigante scelta di ambientare la narrazione in una sorta di duello pacifico tra Nord e Sud, con storie tragiche che ci presentano un malato terminale di tumore causato dall’amianto, un suicida nell’istante in cui si lascia cadere nel vuoto, un poliziotto morto in servizio senza ragioni sensate che non siano quelle di Stato, un giovane posseduto dallo spettro della droga, una figlia venduta per pochi soldi.
Insomma, una vera e propria ‘Drammaturgia degli invissuti’.

NOVITA’ EDITORIALI / E’ USCITO “Drammaturgia degli invissuti” DI GIUSEPPE CRISTALDI E OLIVIERO MALASPINA, LIBRO ‘Affascinante, difficile, di grande impatto’