Mercoledì 25 Marzo 2026 – L’aldilà del mare di Angelo Airò Farulla su L’osservatorio poetico di Sonia Caporossi

Osservatorio Poetico di Sonia Caporossi | Angelo Airò Farulla

estratto, vv. 816-865

eppure ormai s’era detto, un comune sentire aveva preso sostanza;
e si rispolverò l’annosa e irrisolta questione del libero arbitrio,
che il Signore Iddio avea concesso all’uomo insieme ad altre
facoltà, ma come la più essenziale, così si diceva, anche se non
tutti erano d’accordo su questo punto,
e io stesso non son mai stato pienamente convinto della realtà di
questa facoltà, che ho sempre ritenuto, in qualche modo,
qualora davvero fosse stata donata all’uomo da Dio,
quasi come un errore della divinità creatrice,
e mi sembrava che nello sposare questa tesi del libero arbitrio si
dovesse in fin dei conti sostenere una visione per la quale
nell’uomo essa somigliasse ad una qualche facoltà di tipo
medianico,
in grado di sintonizzarlo su un certo tipo di frequenze,
e che però allora, se si fosse portato il discorso alle sue estreme
conseguenze, e alla sua essenzialità, come tutti i medium egli
dovesse captare quello che captava in modo imperfetto,
a brandelli, in maniera automatica e infrapersonale,
come un cieco tocca gli oggetti che si presentano sul suo
cammino,
e in base alle immagini di tale cecità operar le scelte;
e allora in questo funzionamento della facoltà arbitrale le
interferenze spurie doveano essere tenute in considerazione
debita;
ma ciò non era dato nel novero delle attuali possibilità,
non essendo stato dato anche il discernimento soprannaturale,
se non come eventualità;
ed ero allora, per certi versi, più vicino alle posizioni dei calvinisti
per quanto riguarda la distribuzione della Grazia,
secondo la dottrina della predestinazione,
e consideravo, semmai, il libero arbitrio come una conseguenza
del peccato originale, allo stesso modo del lavoro, della legge
e della morte;
e la vita dell’uomo, per me, non era mai stata in realtà molto
dissimile dalla vita di una semplice medusa, trasportata per tutta
la vita da una corrente che non conosce, all’interno della quale
può muoversi grazie a dei piccoli, deboli sussulti del suo fragile
corpo, operare delle piccole correzioni nella traiettoria,
e poi magari esser portata a morire in un labirinto di scogli e
acqua bassa, dove finisce tra le chele di un favollo acquattato,
o consegnata dal moto del fluido contro il muschio della banchina
del porto, contro la quale allora sbatte l’ombrello senza volerlo e
senza poterlo evitare, bussando discretamente alla fine apparente
della sua corsa;
e qualche volta sembra voltarsi, con un movimento delicato, come
le fosse data l’opportunità di cambiare le cose, di tornare indietro,
ma è solo un presagio, questo, di cui forse la creatura neanche si
rende conto, perché poi, anche se si rigira su sé stessa, non riesce
comunque ad allontanarsi, se una corrente più forte non se la
riprende e la trascina via

Angelo Airò Farulla è scrittore, poeta e traduttore. È nato a Portoferraio nel 1981. Nel 2007 ha vinto il premio RAI per la radiofonia “Microfono di cristallo” con la trasmissione “Morte immaginaria di Vincenzo Bellini”. Tra il 2004 e il 2014 ha realizzato colonne sonore per il teatro, la danza e il video, lavorando in ambito elettroacustico. Ha composto un repertorio cameristico avvalendosi di tecniche antiche e avanguardistiche, insieme a trasposizioni di funzioni matematiche e processi chimico-fisici. Nel 2014, presso il Goldsmith College di Londra, è stata trasmessa la sonorizzazione di Imago fermenti. Meditazione sulla generazione spontanea per due pianoforti basata sull’esperimento Miller-Urey. Sue opere musicali sono state presentate negli Stati Uniti, in Romania e in Marocco. Tra le sue ultime pubblicazioni letterarie, il poema L’aldilà del mare (Fallone, 2023), Tagliente esilio, biografia illustrata del grafico e pittore futurista Gonni (deiMerangoli, 2023), Contro la morte. Medium e spiritiste italiane tra Ottocento e Novecento (Yume, 2024). Ha tradotto opere di C. T. Svetonio, Helena P. Blavatsky, Arthur Conan Doyle, Rainer Maria Rilke, Everett Ruess, Rudyard Kipling, Albert Camus, William Shakespeare, Robert L. Stevenson, Cora L. V. Richmond. Ha scritto di letteratura, arte e spiritismo su Poesia, Il Segnale, Pro Arte, Lo Scoglio, Mystery in History.

Nel lungo estratto che qui presentiamo, tratto da L’aldilà del mare (Fallone Editore, 2023), Angelo Airò Farulla affronta la questione del libero arbitrio con una densità speculativa che intreccia teologia, filosofia e immaginario marino. L’autore mette in scena un io riflessivo che dubita radicalmente della realtà stessa della libertà umana, arrivando a considerarla un possibile “errore” della divinità creatrice: un dono imperfetto, ambiguo, quasi una facoltà difettosa che incute il dubbio nella dimensione aleatoria dell’esistenza umana. L’idea, di forte originalità, si sviluppa attraverso la metafora della medianità: l’uomo non sceglie, ma capta segnali frammentari, “a brandelli”, come un cieco che tasta gli oggetti sul suo cammino. Ne deriva una visione dell’agire umano come processo infrapersonale, automatico, vulnerabile alle interferenze, privo di un autentico discernimento soprannaturale. Questa prospettiva avvicina il narratore a un calvinismo esistenziale, più che dottrinale: la predestinazione appare come l’unica struttura coerente in un mondo dove la libertà è una conseguenza del peccato originale, al pari del lavoro, della legge e della morte. La riflessione culmina nella potente metafora della medusa, creatura trasportata da correnti ignote, capace solo di minime correzioni di rotta prima di essere condotta verso la propria fine. L’immagine, di rara efficacia narrativa, condensa l’intera visione antropologica del testo: l’uomo come essere fragile, illuso di potersi voltare indietro, ma sempre dipendente da forze più grandi di lui. In questo passaggio, attraverso una prosa poetica di profonda impronta sperimentale, Airò Farulla raggiunge una sintesi alta tra pensiero speculativo e immaginazione poetica, restituendo una meditazione sulla condizione umana che rimane impressa per precisione, malinconia e lucidità espressiva.

 

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