Sabina Spielrein (Rostov sul Don, 1885-1942). Psicoanalista, già paziente di CG. Jung al Burghölzli, è nota al pubblico soprattutto per la rottura dei confini della relazione terapeutica con il proprio analista. Tuttavia, proprio a partire dalla sua ferita esistenziale, l’autrice ha sviluppato un potenziale creativo e scientifico che l’opera qui tradotta esprime nella forma più compiuta. Mai del tutto dimentica dell’innamoramento per colui che l’aveva aiutata a uscire dalle strettoie di una sindrome isteriforme e tormentata per tutta la sua breve esistenza, morirà con le sue figlie in Unione Sovietica, fucilata dai nazisti nella sinagoga di Rostov.