Anteprima editoriale – Lo scarto della retina di Daniele Zanghi

Uscirà entro la fine di Dicembre il V titolo della collana Il Leone Alato, diretta da Andrea Leone: Lo scarto della retina di Daniele Zanghi, con prefazione di Michelangelo Zizzi.

 

Daniele Zanghi esordisce con una plaquette di 12 poesie che si presenta già convincente, organizzata e coesa, per centralità del tema, compostezza della lingua, glaciazione dell’immagine e invenzione mitopoietica.

Lo scarto della retina è, infatti, poema anacronistico, nel quale l’immagine messa a fuoco appartiene a un tempo in dissolvenza, meditativo e filosofico, e la riflessione concettuale si fa visione plastica, nitidamente antimodernista.

In bilico tra assenza e presenza, la parola si fa strumento ermeneutico nell’elaborazione di una memoria epicizzata; la vista mette a fuoco sul colpo di luce, sul tratto impercettibile della percezione nostalgica di ciò che non saprà tornare eppure sarà sempre identico a sé.

 

Anteprima editoriale – La marmorea apparenza residua di Pasquale Lucio Losavio

Esce nel mese di Novembre il IV titolo della collana Il Leone Alato, diretta da Andrea Leone:

La marmorea apparenza residua di Pasquale Lucio Losavio.

 

Con La marmorea apparenza residua, silloge concentrata rispetto a un lavoro di anni, Pasquale Lucio Losavio dimostra potere creativo e competenza semantica, facendosi riconoscere nel panorama della poesia meridionale come ottimo interprete. La sua testualità infatti è pregna di sedimentazione linguistica e buona inventiva nel sobbollire poetico-affettivo della poesia contemporanea, nonché compostezza stilistica e organizzazione nel sentire poetico.

 

 

 

 

 

Pasquale Lucio Losavio è nato e vive a Massafra. È laureato in Filosofia. Ha pubblicato il volumetto Nihil per le edizioni di Kalliope, Della visione e dell’ombra per Lupo Editore, Il vuoto bianco e Nell’imperfezione sincera dei tuoi occhi (Premio Pound 2015) per LietoColle Libri.

Anteprima editoriale: Da una tana di scoiattolo di Franco Buffoni

Annunciamo con gioia l’uscita in Maggio del terzo titolo della collana Il Leone Alato: Da una tana di scoiattolo di Franco Buffoni.

Con questo libro Franco Buffoni si riconferma uno dei massimi poeti della nostra tradizione, già Premio Viareggio nel 2015.

Risultato di cultura raffinata e di meditazione sulla scrittura, Da una tana di scoiattolo rappresenta un’eccellente somma poetica di lingua asciuttissima, compendio di consapevolezza sulla natura umana e sul tentativo di equazione etologica tra questa e la natura animale.

Si tratta di una plaquette che supera la poesia civile, sempre frequentata dall’autore, e si apre a uno scenario che oltrepassa il postmoderno, pur non dimenticando la nozione storiografica, perché cita l’esistere al mondo come stato creaturale. 

Anteprima editoriale – Poesie scritte sul retro di scontrini di Alessandro Salvi

Uscirà a Dicembre 2018 il secondo titolo della collana Il Leone Alato, diretta da Andrea Leone: Poesie scritte sul retro di scontrini di Alessandro Salvi, con prefazione di Flavio Santi.

 

 

L’opera

La poesia di Alessandro Salvi arriva dal profondo Nord-Est, intrisa com’è di un minimalismo essenziale, di un’allusività che però si fa presenza: è l’esserci pienamente, profondamente, nella minuzia del dettaglio, nell’insignificanza di un particolare appena accennato, nella sospensione del non detto, nella pausa di un verso solo pensato.

Poesie scritte sul retro di scontrini, il secondo volume della collana Il Leone Alato, diretta da Andrea Leone, è una plaquette ‘godereccia e boschereccia, caproniana (ma anche mallarmeana e forse un po’ marmeladoviana, cum judicio), estuosa ed estrosa’, come l’ha definita il prefatore Flavio Santi, costruita su complessi giochi ritmologici e metrici, ma pure – parimenti – immaginativi e figurativi. Un poemetto crudele e veritativo che non contempla dèi, apologia dell’uomo che si salva da sé.

L’autore

Alessandro Salvi (Pola, Croazia, 1976) vive a Rovigno, in Istria. Ha pubblicato: I fori nel mare (En Avant! Produzioni, 2011); Rominjaju mravi mesožderi i druge sitnice (Apeiron, 2011), in edizione bilingue italiano-croato; Santuario del transitorio (L’arcolaio, 2014). È stato segnalato su Specchio e Tuttolibri de La Stampa di Torino. Incluso in opere collettive e antologie, tra le quali: Il segreto delle fragole (LietoColle, 2009) e Laboratorio in differita vol. 3, 2013-2015 (IRLP, 2016). Suoi scritti sono apparsi su riviste e litblog: Poetarum Silva, Capoverso, L’area di Broca, La Battana, Le Voci della Luna, Il Segnale.

Mercoledì 19 Settembre 2018 – Camera d’aria di Giuliano Maroccini alla Libreria Nuova Macelleria Patella di Altamura

Mercoledì 19 Settembre 2018, si inaugurano le presentazioni di Camera d’aria (Fallone Editore, Luglio 2018), Opera Prima di Giuliano Maroccini, alle ore 19.00 presso la Libreria Nuova Macelleria Patella, sita in  via Giannelli 85 ad Altamura.

La presentazione sarà curata da Michelangelo Zizzi.

L’ingresso è libero.

 

L’opera

Camera d’aria, opera prima di Giuliano Maroccini, è plaquette di 12 poesie, che si impone all’attenzione per la compostezza stilematica e la robustezza del sintagma, che rimane sospeso nel tempo poetico seppur attraversandolo;  per la sensorialità del linguaggio che diventa tattile, corporeo, palpabile.

Camera d’aria è poemetto del ricordo congenito, nel quale l’analessi si declina sempre al presente e l’andamento ritmologico assume una configurazione anamnestica, che – come sottolinea nella prefazione Andrea Leone   –  ‘attraversa l’esperienza dell’umano nella sua precarietà, nella sua spoglia, inerme concretezza e domanda di senso’.

L’autore

Giuliano Maroccini (1988), pugliese di nascita, è insegnante di Lettere e art director di Verso Sud festival, rassegna di arte pubblica e arti performative che si svolge a Corato. Ha frequentato la Scuola Pound. Camera d’aria è la sua Opera Prima.

 

Anteprima editoriale: Camera d’aria di Giuliano Maroccini

Esce in questi giorni il primo titolo della collana Il Leone Alato, diretta da Andrea Leone: Camera d’aria di Giuliano Maroccini.

 

Tra pochi giorni saranno disponibili le prime copie.

 

Camera d’aria, opera prima di Giuliano Maroccini, è plaquette di 12 poesie, che si impone all’attenzione per la compostezza stilematica e la robustezza del sintagma, che rimane sospeso nel tempo poetico seppur attraversandolo;  per la sensorialità del linguaggio che diventa tattile, corporeo, palpabile.

Camera d’aria è poemetto del ricordo congenito, nel quale l’analessi si declina sempre al presente e l’andamento ritmologico assume una configurazione anamnestica, che – come sottolinea nella prefazione Andrea Leone   –  ‘attraversa l’esperienza dell’umano nella sua precarietà, nella sua spoglia, inerme concretezza e domanda di senso’.