Sabato 8 Dicembre 2018 – Reading poetico nell’ambito del Piccolo festival della parola di Noci

Sabato 8 Dicembre 2018, nell’ambito del Piccolo festival della parola di Noci, alle ore 18.00, nel Chiostro di San Domenico, si terrà un reading poetico con Gianpaolo G. Mastropasqua, Giuliano Maroccini e Lidia Fraccari.

Introduce e coordina Michelangelo Zizzi.

Anteprima editoriale – Poesie scritte sul retro di scontrini di Alessandro Salvi

Uscirà a Dicembre 2018 il secondo titolo della collana Il Leone Alato, diretta da Andrea Leone: Poesie scritte sul retro di scontrini di Alessandro Salvi, con prefazione di Flavio Santi.

 

 

L’opera

La poesia di Alessandro Salvi arriva dal profondo Nord-Est, intrisa com’è di un minimalismo essenziale, di un’allusività che però si fa presenza: è l’esserci pienamente, profondamente, nella minuzia del dettaglio, nell’insignificanza di un particolare appena accennato, nella sospensione del non detto, nella pausa di un verso solo pensato.

Poesie scritte sul retro di scontrini, il secondo volume della collana Il Leone Alato, diretta da Andrea Leone, è una plaquette ‘godereccia e boschereccia, caproniana (ma anche mallarmeana e forse un po’ marmeladoviana, cum judicio), estuosa ed estrosa’, come l’ha definita il prefatore Flavio Santi, costruita su complessi giochi ritmologici e metrici, ma pure – parimenti – immaginativi e figurativi. Un poemetto crudele e veritativo che non contempla dèi, apologia dell’uomo che si salva da sé.

L’autore

Alessandro Salvi (Pola, Croazia, 1976) vive a Rovigno, in Istria. Ha pubblicato: I fori nel mare (En Avant! Produzioni, 2011); Rominjaju mravi mesožderi i druge sitnice (Apeiron, 2011), in edizione bilingue italiano-croato; Santuario del transitorio (L’arcolaio, 2014). È stato segnalato su Specchio e Tuttolibri de La Stampa di Torino. Incluso in opere collettive e antologie, tra le quali: Il segreto delle fragole (LietoColle, 2009) e Laboratorio in differita vol. 3, 2013-2015 (IRLP, 2016). Suoi scritti sono apparsi su riviste e litblog: Poetarum Silva, Capoverso, L’area di Broca, La Battana, Le Voci della Luna, Il Segnale.

Mercoledì 19 Settembre 2018 – Camera d’aria di Giuliano Maroccini alla Libreria Nuova Macelleria Patella di Altamura

Mercoledì 19 Settembre 2018, si inaugurano le presentazioni di Camera d’aria (Fallone Editore, Luglio 2018), Opera Prima di Giuliano Maroccini, alle ore 19.00 presso la Libreria Nuova Macelleria Patella, sita in  via Giannelli 85 ad Altamura.

La presentazione sarà curata da Michelangelo Zizzi.

L’ingresso è libero.

 

L’opera

Camera d’aria, opera prima di Giuliano Maroccini, è plaquette di 12 poesie, che si impone all’attenzione per la compostezza stilematica e la robustezza del sintagma, che rimane sospeso nel tempo poetico seppur attraversandolo;  per la sensorialità del linguaggio che diventa tattile, corporeo, palpabile.

Camera d’aria è poemetto del ricordo congenito, nel quale l’analessi si declina sempre al presente e l’andamento ritmologico assume una configurazione anamnestica, che – come sottolinea nella prefazione Andrea Leone   –  ‘attraversa l’esperienza dell’umano nella sua precarietà, nella sua spoglia, inerme concretezza e domanda di senso’.

L’autore

Giuliano Maroccini (1988), pugliese di nascita, è insegnante di Lettere e art director di Verso Sud festival, rassegna di arte pubblica e arti performative che si svolge a Corato. Ha frequentato la Scuola Pound. Camera d’aria è la sua Opera Prima.

 

Anteprima editoriale: Camera d’aria di Giuliano Maroccini

Esce in questi giorni il primo titolo della collana Il Leone Alato, diretta da Andrea Leone: Camera d’aria di Giuliano Maroccini.

 

Tra pochi giorni saranno disponibili le prime copie.

 

Camera d’aria, opera prima di Giuliano Maroccini, è plaquette di 12 poesie, che si impone all’attenzione per la compostezza stilematica e la robustezza del sintagma, che rimane sospeso nel tempo poetico seppur attraversandolo;  per la sensorialità del linguaggio che diventa tattile, corporeo, palpabile.

Camera d’aria è poemetto del ricordo congenito, nel quale l’analessi si declina sempre al presente e l’andamento ritmologico assume una configurazione anamnestica, che – come sottolinea nella prefazione Andrea Leone   –  ‘attraversa l’esperienza dell’umano nella sua precarietà, nella sua spoglia, inerme concretezza e domanda di senso’.