Venerdì 26 Settembre 2025 – La Nazione dei nazionalisti di Giuseppe Parlato su Barbadillo
Su Barbadillo Marino Pagano scrive di Giuseppe Parlato e del suo volume La Nazione dei nazionalisti.
Memoria. Giuseppe Parlato, storico anticonformista tra ‘900 e Risorgimento
Allievo di Renzo De Felice, lascia libri considerati di valore dagli addetti ai lavori. È stato indagatore, con taglio scientifico, delle destre
Giuseppe Parlato
La morte di Giuseppe Parlato, avvenuta il 2 giugno 2025, chiude la parabola di uno degli storici italiani più lucidi nell’indagare la storia della destra nazionale, senza cedere mai alla semplificazione ideologica o alla lettura militante. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto nel panorama degli studi storici italiani ma al tempo stesso ci ha consegnato una preziosa eredità di metodo e contenuti.
Nel volume “La Nazione dei nazionalisti. Liberalismo, conservatorismo, fascismo” (Fallone Editore, 2020, 220 pagine, 22 euro), tra le sue ultime perle, Parlato ha affrontato con finezza e rigore la genesi e le trasformazioni del pensiero nazionalista italiano tra Ottocento e Novecento. Il libro, pubblicato da Fallone all’interno della collana di storia e sociologia diretta da Michele De Feudis, è un testo fondamentale per chi voglia comprendere il legame, non sempre lineare, tra nazionalismo, conservatorismo e fascismo in Italia.
Pur se apparso cinque anni fa, è giusto che se ne parli ancora.
ll lavoro di Parlato è tanto più prezioso oggi, in un’epoca in cui espressioni come “sovranità nazionale” o “valori identitari” vengono usate con disinvoltura, spesso senza il supporto di un pensiero coerente o storico. La sua lezione è chiara: la storia non è un deposito di frasi fatte ma un campo vivo, dove si confrontano visioni, idee, contraddizioni e fratture. Per questo motivo, leggere Parlato oggi significa molto di più che studiare il passato: significa allenarsi a riconoscere la profondità della politica, al di là della propaganda. Significa, in definitiva, comprendere che il nazionalismo –come ogni identità politica e chi scrive gli preferisce di gran lunga il comunitarismo– ha bisogno di pensiero e non solo di bandiere. Parlato mostra come i nazionalisti, pur avendo contribuito alla nascita del regime fascista, ne temessero gli sviluppi più radicali, totalitari e rivoluzionari. Questa ambivalenza li rese parte del sistema ma anche, in parte, vittime di esso. L’analisi non si ferma però al passato. Il cuore del volume –e più in generale del lavoro dello studioso- è una domanda fortemente attuale: cosa resta oggi del nazionalismo? Dalla Francia del Rassemblement National alla Germania di AfD, fino all’Italia della destra al governo, Parlato avrebbe osservato con attenzione come la retorica nazionalista sia spesso ridotta a simbolo, a richiamo identitario svuotato di progetto. Un nazionalismo “emotivo”, comunicativo, che poco ha a che vedere con la struttura ideologica che un tempo sosteneva pensatori come Rocco o Federzoni. Giuseppe Parlato è stato anche uno dei primi studiosi a indagare la cosiddetta “sinistra fascista”: sindacalismo rivoluzionario, tensioni sociali, istanze spesso marginalizzate nella narrazione ufficiale del regime. Questo sguardo gli ha permesso di cogliere la complessità e le contraddizioni interne al fascismo stesso, restituendo un quadro ben più articolato della semplice dittatura di Mussolini.
Parlato continuerà a mancare, ad ogni modo dovremo sempre a lui tornare.
Marino Pagano
GDPR - Utilizziamo Google Analytics
Conferma, se accetti di essere monitorato da Google Analytics. Se non accetti il monitoraggio, puoi comunque continuare a visitare il nostro sito web senza che alcun dato venga inviato a Google Analytics. Leggi la nostra Privacy Policy
On this website we use first or third-party tools that store small files (<i>cookie</i>) on your device. Cookies are normally used to allow the site to run properly (<i>technical cookies</i>), to generate navigation usage reports (<i>statistics cookies</i>) and to suitable advertise our services/products (<i>profiling cookies</i>). We can directly use technical cookies, but <u>you have the right to choose whether or not to enable statistical and profiling cookies</u>. <b>Enabling these cookies, you help us to offer you a better experience</b>.